Notizie Lacco Ameno Hotel in Offerta

Fu qui e precisamente sulla collina di Montevico che si stanziarono i Greci Eubei approdati sull isola dando vita alla prima colonia in Occidente della Magna Grecia. In oghi epoca questa località e stata famosa non solo per l amenita dei suoi paesaggi che ne giustifica il nome ma per le straordinarie qualità delle sue acque termo minerali radioattive ritenute da eminenti scienziati di assoluto valore scientifico. Il paese si sviluppa prevalentemente nella zona prospiciente il lungo mare dal qual mare si puo ammirare il caratteristico Fungo uno scoglio dalla forma particolare divenuto ormai il simbolo della cittadina. Sul lungomare e possibile visitare la chiesa di Santa Maria delle Grazie purtroppo soffocata dall edilizia circostante: l edificio si sviluppa principalmente lungo l asse longitudinale su cui insistono addirittura due cupole. Nel centro di Lacco Ameno e opportuno fare una visita al Santuario di Santa Restituta. La costruzione attuale sorge sopra i resti di un edificio molto piu antico a sua volta costruito intorno al 1036 sulle fondamenta di un antica basilica paleocristiana. Sotto il Santuario si puo visitare il Museo di Santa Restituta che occupa un area di circa 1550 mq distinta in due piani. Il piano superiore comprende tre sale, con l esposizione di supplementi , ex voto d argento dipinti, parametri sacri, pastori da presepio reliquiari croci professionali messali statuine del settecento e dell ottocento napoletano ceramiche medievali. L area archeologica sottostante e divisa in quattro settori che costituiscono un piacevole itinerario storico-archeologico. Nel I settore sono raccolti i reperti della zona industriale greca : impianti di fornaci officine per la lavorazione dell argilla, vaschette di decantazione tutti databili dal VII al II secolo A c. Nel II settore troviamo resti di mura in opera reticolata visibile sul fondo sepolcri intagliati sul pavimento romano e un altarino di pietra locale che protegge un urna con reliquie di Santa Restituta. Un ampia sala sotterranea sistemata a museo nel III settore raccoglie i segni della presenza e della vita dei primi coloni greci. Oltre i reperti di Pithecusa si trovano materiali geologici fossili, schiume di lave vulcaniche forme litoidi di idoli ossidiana raschiatori selci. Nel IV settore ce il cimitero paleocristiano. Restituta, La Santa Africana: La diffusione del messaggio cristiano nei primi decenni le grandi vie di comunicazione dell epoca. L apostolo Pietro in marcia verso Roma nel 42 d c passa sicuramente la citta di Napoli mentre pochi anni dopo nel 61d c Paolo giunge a Pozzuoli. Ischia doveva certamente intrattenere rapporti commerciali con la cittadina fegrea dove esistevano importanti comunita cristiane. La diffusione del Cristianesimo sull isola e legata al culto di Santa Restituta una martire africana che secondo la tradizione cristiana dopo un lungo viaggio su una barca proveniente da Cartagine approdo sulla spiaggia di San Montano a Lacco Ameno. IL Museo Angelo Rizzoli: VI sono raccolte le foto e i ricordi piu belli del periodo trascorso a Lacco Ameno da Angelo Rozzoli. IL museo e un doveroso tributo a segno della gratitudine degli isolani nei confronti dell imperatore milanese. IL museo e realizzato in collaborazione con la RCS ed e diviso in tre sale: la prima raccoglie le foto degli anni 60 dei soggiorni a Lacco Ameno di Rizzoli e dei divi dello spettacolo suoi ospiti spesso protagonisti del premio cinematografico a lui stesso intitolato la seconda sala e dedicata alla vita di Rizzoli mentre la terza raccoglie le gigantografie dei primi numeri del Corriere della sera della Gazzetta dello Sport e di altre riviste dell attuale gruppo editoriale RCS. Museo di Villa Arbusto: IL museo Rizzoli e ospitato dalla costruzione che sorge sulla collina dell Arbusto da cui prende il nome: la famosa Villa Arbusto . Fu acquistata nel 1785 da Don Carlo Acquaviva duca DI altri, che vi costitui l attuale villa con grande giardino retrostante in cui erano situati e sono tuttora esistenti un fabbricato minore per gli ospiti una cappella una stufa per l uso terapeutico delle fumarole calde una grande cisterna per la raccolta dell acqua piovana. Vi soggiornano diversi esponenti della cultura europea tra cui nell ottocento il filosofo Bakunin. Nel 1952 fu acquistata da Angelo Rizzoli e successivamente dal comune che intendeva farne un museo. L iniziativa del sindaco Vincenzo Mennella fu appoggiata nel 1978 dalla Soprintendenza archeologica per le province di Napoli e Caserta che da tempo si proponeva di esporre al pubblico i risultati degli scavi eseguiti nell ambito del piu antico insediamento greco nel Mediterraneo Occidentale. IL museo di Pithecusa IL museo di Pithecusa e diviso in diverse sezioni che contengono i reperti piu significativi degli scavi di Pithecusa e di Aenaria. Nella prima sala possiamo ammirare ireperti del periodo Neolitico Medio Superiore ritrovati in località Cilento e Castiglione pesi in terracotta lame di coltelli e schegge di utensili di selce e di ossidiata un vetro nero che proviene dall isola di Palmarola e un raschiatoio rinvenuto a Forio. Nelle vertine 3 e 6 sono esposti i materiali risalenti all eta del bronzo e alcune testimonianze della presenza dei micenei. La ceramica di Monte Vico e esposta nella vertina 6. LA seconda sala e invece dedicata all eta del bronzo e quindi ai materiali rinvenuti negli scavi del Castiglione. I reperti della colonia greca di Pithecusa sono invece esposti nelle sale 3 e 5 di particolare rilievo gli oggetti del periodo egizio Scarabei sigilli corredi funerari. Si segnalano per particolare importanza il Cratere del Naufragio di stile tardo geometrico della fine dell VIII secolo A C. e la Famosa coppa di Nestore. Nelle sale 6 e 7 i reperti databili dal VI al IV secolo a c. Espressive le ceramiche attiche che sono realizzate con una tecnica notevolmente superiore a quella precedente. Nella sala 8 i reperti di pithecusa in eta ellenistica piatti, testine femminili, che illustrano anche le acconciature sell epoca, busti e anfore. La sala 9 e dedicata al periodo romano e ai reperti degli scavi subacquei di Aenaria. Di particolare bellezza il rilievo votivo in marmo del Santuario delle Ninfe, ritrovato presso la fonte di Nitrodi a Barano. La Spiaggia di Lacco ameno Per chi ama il mare lacco ameno offre la baia piu suggestiva dell isola San Montano. Questa insenatura e simile ad un ostrica che si apre per mostrare la struttura perlacea della sua finissima sabbia. Ui sorge il parco termale del Negombo ideato dal duca Camerini all fine degli anni 40. Oltre alle piscine il parco offre la possibilita di salutari passeggiate tra pini svettanti frammisti ad eriche lentischi e ginestre. Sullo sfondo il mare e uno spettacolo di colori con varie tonalità di verde e di azzurro. Nel Parco spicca una csultura di Arnaldo Pomodoro incastonata tra piante secolari e piscine termali. Un'altra spiaggia oltre a quella su cui si affaccia il corso Rizzoli e quella delle monache raggiungibile solo via mare.

Scritta da Offertissime last minute Lacco Ameno il 2008-05-26 20:00:58

Le Spiagge di Casamicciola Terme Ischia

A Casamicciola vi sono essenzialmente poche spiagge: la principale e quella antistante Piazza Marina che si estende lungo la litoranea fino agli scogli della località Suor Angela. Vi e poi una spiaggia piu piccola sita in località Perrone nei pressi del Convento dei Pardi Passionisti. Particolarmente interessante e la spiaggia dei Bagnitelli in località Perrone nei pressi della chiesa di Sant Antonio e il parco termale Castiglione.

Scritta da Hotel a Casamicciola Terme il 2008-05-26 16:57:25

Ancora nella storia di Casamicciola Ischia

Giunti a Piazza Marina sorge la chiesa del Buon Consiglio costruita nel 1821. Piacevole e una passeggiata lungo il molo turistico con barche e yacht ancorati e vari negozi lungo il corso pedonale. Il territorio si articola nelle zone di Piazza Marina Perrone Piazza Bagni Piazza Maio Sentinella La Rita Cretaio. Storicamente e stato il primo luogo turistico isolano vantando sin dal XIX secolo una clientela raffinata italiana e internazionale che veniva a fare le cure termali a Piazza Bagni. Dopo il porto sul corso Luigi Manzi troviamo la chiesa e Congregazione si S. Maria Della Pietra un santuario che prima del terremoto era situato a Piazza Maio e che poi fu ricostruito nella sede attuale. Sull altare di marmo si puo notare un opera del Vaccaro. Nelle vicinanze del porto troviamo il Pio Monte Della Misericordia che sorge sul lungomare di Casamicciola e si sviluppa all interno per circa duecento metri. Una volta erano presenti servizi termali rivolti ai piu poveri attualmente la struttura e in completo stato di degrado e non e visitabile. Sempre lunga la litoranea troviamo diverse ville in stile liberty e poi il convento e la chiesa di San Gabriele un'altra opera post terremoto proseguendo ancora c e la chiesetta di Sant Antonio che e l unica chiesa di Casamicciola risparmiata dal terremoto. Nella zona alta del Comune a piazza Bagni oltre ad una cappella gentilizia dedicata a San Francesco in Via Ombrasco troviamo lungo il corso Garibaldi la Parrocchia dedicata al Sacro Cuore e Santa Maria Maddalena. Anche questo edificio di culto era situato a Piazza Maio e fu ricostruito nella sede attuale. La chiesa a tre navate e composta da nove altari. Sulla sinistra troviamo la tomba del beato Giuseppe Morgera particolarmente attivo nel periodo proprio del terremoto e morto sull altare in occasione dell inaugurazione del 15 aprile 1898. Alla Sentinella c e la Chiesa Dell Immacolata fondate nel 1703. Di particolare rilievo la statua dell Immacolata una scultura di legno realizzata da artisti dalla scuola napoletana del 700 nei pressi si trova anche la Chiesetta di Santa Maria dei Suffragi detta del Purgatorio piu volte ristrutturata e distrutta anche da un incendio quindi l Osservatorio Geofisico costruito nel 1891. Il Monte Rotaro E una delle zone piu interessanti dal punto di vista ambientale. Con il bus di linea si giunge fino a località Belvedere da qui si prende la strada del Cretaio e si sale per circa 2 km lungo la strada carrabile. Sulla sinistra si incontra uno spiazzale ben distinguibile perche interdetto alle auto. Giunti nella piazzetta dopo pochi metri ci si puo affacciare sul cratere del vulcano circondato da pini lecci e castagneti. E possibile scendere fin sul fondo attraversando l intero periplo immersi in una fitta macchia mediterranea. C e un riccio lecceto vi sono funghi e felci. Da ammirare grazie al microclima creato dall attivita vulcanica del sottosuolo il gia citato esemplare di papiro delle fumarole. Superato il cratere seguendo i percorsi sistemati dal Corpo Forestale si puo scendere comodamente a piedi a Ischia Porto raggiungendo di nuovo Via Quercia. Questa collina il cui il nome e la costruzione della parola Cretaio cioe cretoso e un complesso edificato vulcanico costruito da eruzioni di tipo diverso ( strato vulcanico ). Negli anni scorsi il Corpo Forestale di Stato ha provveduto ad una piantumazione di giovani esemplari di pini.

Scritta da Casamicciola Terme Hotel il 2008-05-26 14:48:47

IL Museo Della Bella Vista Isola Ischia

Situato in Principessa Margherita un tempo sede di un prestigioso albergo ora ospita oltre al Comune il Museo della Bellavista dove si possono ammirare varie testimonianze storica e multimediale della storia di Casamicciola. L antro della Sibilla e le acque curative Il simbolo del Comune immortalato nel suo stemma e una giovane donna che immerge la gambe in una sorgente di acqua termale. Lo stesso nome del paese pare che deriva dalla storpiatura dell appellativo casa di Nzzola con la quale si indicava la località dove dimorava appunto tale Zizzola una dell’antica Roma che passava lunghi periodi a Casamicciola per curare utilizzando le acque termali una non meglio identificata patologia agli arti inferiori che le impediva di camminare correttamente. Un'altra leggenda vuole che la Sibilla Cumana abbandonata la città di Cuma per sottrarsi alle molestie del re Aristodemo si sia stabilitoa a Casamicciola nella zona del Castiglione dove rimase fino alla morte ancora oggi si può vedere la grotta sul mare dove secondo la tradizione risiedeva. Garibaldi e la stufa di San Lorenzo Un simpatico aneddoto sul termalismo e l eroe dei due mondi ci è raccomandato dallo storico Nino d Ambra. Garibaldi giunto a Casamicciola per curarsi la ferita in Aspromonte fu chiuso in un sudatorio dello Stabilimento Stufe San Lorenzo a Lacco Ameno per effettuare le cure. I medici lo seguivano presi dalla conversazione si dimenticarono di portarlo fuori alla scadenza del tempo stabilito. Il Generale con lo stanzino pieno di vapore chiuso in un apposita tuta e mezzo asfissiato non poteva né chiedere aiuto né muoversi. Una vecchia inserviente intuito il pericolo causato dell eccessivo tempo trascorso senza interpellare nessuno aprì la porta dello stanzino. Vedendo Garibaldi tramortito che a stento dava segni di vita si precipito a chiedere aiuto. Quando il Generale fu trasportato fuori i medici faticarono non poco rianimarlo a causa dello stato preoccupante di asfissia. Naturalmente il fatto fu tenuto segreto.

Scritta da Ischia Hotel Ischia Alberghi Ischia il 2008-05-26 14:47:42

Tra vigneti e panorami incantevoli d Ischia: Campagnano

Chi ama passeggiare e conoscere anche un isola legata al territorio deve prevedere una escursione a Campagnano. Si parte dalle omonima piazzetta che si puo raggiungere con il bus di linea o a piedi seguendo la strada che da Cartaromana si inerpica verso la collina. Qui si puo ammirare la bella chiesa del seicento dedicata alla Madonna della Annunziata. Dopo aver attraversato una strada fiancheggiata dalle tipiche ( parracine ) rivestite di piante spontanee verdissime ci ritroviamo a Ca Mormile. Affrontiamo le scale lastricate da blocchi tachitici sistemati in bell ordine e con arte. Durante la salita si apre ai nostri occhi un panorama sempre piu affascinante. Il sentiero si fa piu ripido e da lontano scorgiamo al famosa ( croce di ferro ) di Piano Liguori. Dopo aver attraversato il piano tutto coltivato a vigneto ci ritroviamo in un sentiero stretto che si snoda tra acacie e ginestre arriviamo all antica torre. Il sentiero continua in discesa scavato nel tufo cosi come nel tufo sono scavate delle tane molto grandi per l allevamento del coniglio stato di semiliberta: sono i caratteristici ( fuossi ) dove la carne del coniglio acquista un sapore davvero unica. La strada e ora in discesa ed e sistemata a dovere anche se presenta una serie di curve e di pendenze notevoli. Dopo circa un chilometro condotto ad andatura piu spedita ci troviamo nella zona detta ( Il Monte ) dove ci imbattiamo in una serie di ristoranti tipici e rientriamo nel mondo moderno. Piu avanti arriviamo in una piazzetta dove accanto alla classica chiesetta con belle maioliche ( Chiesa della Annunziata ) c e un bar fornitissimo ed un pulman pronto a riportarci ad Ischia Porto. Le spiagge Di Ischia Ischia e soprattutto mare e spiaggia. Le principali e piu belle sono la spiaggia degli inglesi accessibile solo a piedi dalla stradina di Sant Alessandro quella di San Pietro e del Lido che costeggia il centro di Ischia Cartaromana che si affaccia sul Castello e gli scogli di Sant Anna. Da Ischia Ponte a Cartaromana esiste un servizio navetta con i tradizionali gozzi dei pescatori. Il servizio offerto da una cooperativa locale parte dal piazzale aragonese o dal pontile della Mandria e collega anche le spiagge di San Pancrazio e scarrupata al costo di pochi euro a persona piu accessibile la spiaggia della manrda che e raggiungibile dal corso colonna.

Scritta da offertissime last minute ad ischia il 2008-05-24 20:00:57

Storia Castello Aragonese Isola Ischia

Il terrazzo si trova in posizione incantevole, sotto le possenti mura del Maschio e a picco sul mare, da esso si gode uno spettacolo affascinante e coinvolgente che spazia dai monti Lattari al golfo di Gaeta. Piu avanti vediamo la cappella anticamente chiamata Santa Maria La Punta per la posizione di cui e collocata e anche Santa Maria dell Ortofonico, corruzione del latino in orto domini, nell orto del signore, evidentemente in qualche modo ricordava l orto dei Getsemani, in cui Gesu passo le ultime ore di vita. Ci incamminiamo quindi verso il sentiero che attraversa tutto l itinerario di levante e ripercorrere il tracciato dell antica strada medievale che si dipartiva dalla antica torre di avvistamento e di difesa sotto la cappella di santa Maria delle grazie e, costeggiandole fortificazioni murarie,arrivava alla batteria di san Vincenzo in prossimità dell ultima porta di accesso al Castello. Insieme con la strada che conduce al Maschio , il sentiero costituiva uno dei principali percorsi del Castello. E qui troviamo la attuale struttura della chiesa, risalente al 1301 della Madonna della Libera. Dopo aver percorso il viale dell Aliantus tra la ricca e rigogliosa vegetazione della macchia mediterranea, si giunge alla vestigia dell antico (Tempio del Sole) e al ( Terrazzo del Tempio). Secondo lo storico Vincenzo Mirabella , nella zona si trovano i resti della chiesetta di san Biagio, che aveva ingresso di fronte alla cattedrale dell assunta. Qualche nota su bastioni e postazioni.Un primo sistema difensivo sul castello non puo non farsi risalire all epoca normanna e sveva, allorche la roccaforte inizio ad assumere caratteri di citta-fortezza.Certamente l incremento urbanistico e l insediamento stabile delle autorità civili, militarie religiose verificatesi a seguito dell eruzione del monte Trippodi del 1301, comportarono l interesse della dinastia provenzale di Carlo II d angio per il potenziamento delle strutture difensive di avvistamento e della cinta muraria atta a proteggere la cittadella dagli attacchi provenienti dal mare.Troviamo il borgo di San Nicola. Stradine e gradoni s inerpicano tra gli edifici che mostrano il loro spiccato assetto di case agricole con i forni per la panificazione e i cellai per la conservazione del vino e di altre derrate alimentari. L impianto strutturale e tipico delle zone mediterranee e ricorda da vicino altri insediamenti abitativi su7ll isola d ischia o sulla penisola sorrentina. Il borgo prende il nome dalla originaria denominazione della cappella della Madonna della libera che precedentemente aveva ospitato la parrocchia di San Nicola. IL culto di San Nicola ad ischia doveva essere antichissimo e molto diffuso, perche viene attestato sia dalla presenza dello omonimo eremo esistente in cima all Epomeo che dall affrsco nella cripta della cattedrale sul Castello nel quale il Patrono di bari viene rappresentato con le insegne vescovili,col volto sereno e riassicurante,mentre poggia la mano protettiva sulla testa di un fanciullo. Solo pochi muri in piedi, qualche pilastro e un accenno di cupola: tutto quello che resta dell anticas cattedrale , sufficiente pero a testimoniare lo splendore del passato . Si accede alla costruzione vera e propria mediante una imponente scala a due rampe, esposta a sud per godere piu a lungo dei raggi del sole.La cattedrale e a due piani:la chiesa e la cripta. Sul lato sinistro per chi entra si trovano la torre campanaria (ora distrutta) e il Palazzo Vescovile prima che venisse trasferito alla frazione del cilento e, successivamente al borgo di clsa nel complesso monumentale del seminario diocesano. Alla cripta si accede dopo aver disceso alcuni scalini.L ambiente e angusto e ispira pieta, qui si trovano le tombe dei patrizi,qui i piu insigni monumenti ricordavano il valore dei guerrieri e l abilita politica dei governatori. La maggior parte dei monumenti sono andati distrutti o dispersi. IN mirabile posizione fu edificato il convento delle clarisse, dette anche monache cappuccinelle, con annessa chiesa dedicata all Immacolata. L insieme costituisce il monumento meglio conservato sull antica citta a ragione del fatto che il convento fu adibito ad appartamento del capitano fino al secolo scorso e nel tempio si celebrano i riti sacri anche quando l isolotto fu definitivamente abbandonato dagli ultimi abitanti. L edificazione del monastero femminile sul castello avvenne per caso. Nella citta- fortezza abitava la nobile Beatrice della Quadra sposata con un non meglio identificato Marziale dal quale ebbe un figlio a nome Giovanni.. A pocqa distanza l uno dall altro le morirono il marito e il figlio. Sposo in seconde nozze Muzio d Avalos rimanendone vedova per la seconda volta. Presa dallo scoramento Beatrice reagi rifugiandosi nella vita religiosa. Seguita da sette consorelle di sangue nobile, fondo un primo monastero di clausura sul monte Epomeo nell antico eremo di San Nicola: LO Scopo era quello di spingere alla meditazione le giovani di nobile famiglia. Il rigore del clima invernale costrinse Beatrice e le consorelle ad abbandonare l Epomeo e a trasferire il convento sul Castello. Posto sulla parte piu alta de3ll isolotto, il Maschio sfida i secoli con le torri e le possenti mura. L edificio che con la cattedrale era Il maggiore mo9numento dell antica citta, fu costruito dagli angioini e completamente rifatto da Alfonso I da aragona a cui deve il nome. E una costruzione solida a forma quadrangolare con mura fornite di quattro torri in piccolo rispecchia la struttura del Maschio angioino di piazza municipio a Napoli. L interno comprendeva gli alloggi reali a quelli riservati ai cortigiani, alla truppa e ai servi , l appartamento nobile quello occupato normalmente dal signore Feudatario e nel quale veniva ospitato il re di passaggio per ischia si affaccia a strapiombo sul mare: dalle finestre del salone delle feste il governatore militare spaziava con lo squardo fino a Capo misero e a Napoli. Lasciata ischia ponte si puo proseguire verso cartaromana dove si puo ammirare la Torre di Guevara meglio.

Scritta da Ischia Offerte Hotel il 2008-05-24 19:59:27

Il Castello Aragonese Ischia Ponte

Dopo aver lasciato alle spalle il borgo di Ischia Ponte si arriva al ponte che congiunge l isola maggiore con il Castello. Il ponte lungo circa 250 metri fu costruito in legno e pietra per la prima volta da Alfonso I d Aragona detto il Magnanimo e piu volte rimaneggiato. Un ultima radicale ristrutturazione del ponte si ebbe verso la fine del 1800. Dopo aver costeggiato la piazzola semicircolare si sale verso l ingresso del Castello giungendo cosi alla prima porta quella principale al termine di una piccola salita in muratura che ha sostituito nel tempo il ponte levatoio. Alla destra emergono dal mare i resti di un pontile mai terminato che secondo le intenzioni di Afono D Aragona doveva servire da mola per un porto mai realizzato. A sinistra si ammirano ancora possenti le mura della prima batteria sul mare nel cui perimetro ora viene svolta l attivita di America bar. La prima porta ( detta del Martello ) era munita di campanella di allarme che risuonava per chiamare i contadini sparsi per i campi dell isola a maggior a rifugiarsi all interno delle solide mura nei momenti di pericolo come nel caso di scorrerie di pirati e saraceni. Sul pilastro sinistro della porta d ingresso l iscrizione marmorea ricorda i martiri napoletani incarcerati nelle prigioni politiche del Castello dal regime borbonico per loro idee in favore dell Unita d Italia sull architrave della stessa porta e esistita fino al 1660 la lapide che re Ferdinando d Aragona fece apporre all inverno del 1495 a perenne testimonianza del vile tradimento perpretato dal governatore militare del Castello tale Giusto o Giustino della Candida che si era rifiutata di accoglierlo la cui testa mozzata fu collegata nelle vicinanze in una buca chiusa con pietra sulla quale venero scolpite le insegne aragonisi. Dopo circa 50 metri si giunge alla seconda porta che immette al corridoio coperto dal quale prendeva accesso la caserma per la guarnigione incaricata della difesa e delle manovre di apertura e chiusura del ponte levatoio. La terza porta immette alla galleria superba nella sua maestosità fatta scavare da Alfonso D Aragona il quale aveva un affetto particolare per gli ischitani. L importante galleria alta in alcuni tratti 15 metri e larga in media 6 metri era tanto comoda ai tempi in cui il Castello era una cittadella fortificata da consentire a due carri di salire e scendere agevolmente nello stesso momento: la pavimentazione formata da quadroni in basalto vulcanico consentiva una comoda cavalcatura. L arco scavato nella pietra all inizio della prima curva a destra altre ad offrire luce e aria incornicia un panorama delle isole Vivara e di Procida davvero suggestivo. Il nuovo tratto di galleria immette nella seconda batteria sulla destra anch essa un tempo munita di cannoni e di caserma. Un poco piu avanti sulla sinistra ci si imbatte nella cappella gia dedicata a San Leonardo ed ora a San Giovan Giuseppe della Croce al secolo Carlo Gaetano Caloristo ( 1654-1734 ) frate alcantarino e unico santo nativo di Ischia. Proseguendo nella salita si incontra la porta saracena dove un tempo al lato sinistro esisteva incassato nel muro lo stemma di marmo della famiglia Davalos davanti al quale il montava il picchietto di guardia. Il portone seguente quinto ed ultimo ingresso realizzato da Alfonso il Magnanimo immette in una piccola piazzola all aperto l antica piazza d armi cinquecentesca dalla quale si dipartono il vittolo che conduce all ex episcopio la via d accesso al fortificazione e la stradina che conduce allo sterrato seme circolare ove erano infissi mattoni a terra per l uso dei cannoni. L ungo la stessa stradina sono ancora visibili i fornelli utilizzati per infuocare le palle di pietra. Appena girato l angolo che costeggia l abside della antica cattedrale si incontra l imponente edificio detto ( La Casa Del Sole ). Posto a sud-ovest in incantevole posizione quasi a balcone sulla baia di Cartaromana raccoglie reperti archeologici di varie epoche ritrovati nel corso di scavi effettuati in piu riprese sul Castello. Piu avanti troviamo il tempietto di San Pietro a Pantaniello che viene fatto risalire al tempo del vescovo Polverino che fu vescovo ad Ischia nel 1564. Proseguendo verso il bar del Castello troviamo le prigioni realizzate dai Borboni nel 1799 all epoca della restaurazione per imprigionarvi gli oppositori politici. Piu avanti troviamo il terrazzi degli ulivi.

Scritta da Ischia Ischia Ponte Porto il 2008-05-24 17:00:36

Ischia Ischia

Il primo incontro di tutti i turisti con l isola e con il porto un lago vulcanico trasformato in uno dei porti piu belli e suggestivi del Mediterraneo costruito per volontà di Ferdinando II di Borbone il quale nel 1854 apri la bocca permettendo il transito di velieri barche e brigantini. Qui i Borbone costruirono tutto l attuale complesso: il porto la chiesa di Portosalvo ristrutturano la villa settecentesca del protomedico Buonocore ( il Palazzo Reale ) e il Palazzo delle Terme attuale sede municipale. L isola e divisa in sei comuni e Ischia che conta circa 18.000.abitanti e il comune piu popolato. Due leoni in terracotta sovrastano il portone d ingresso del Palazzo Reale sede dell attuale stabilimento militare e purtroppo chiuso al pubblico. In fondo alla Riva Droite, che di sera pullulua di frequentatori dei numerosi ristoranti, taverne e piano bar, troviamo la stazione zoologica nata dalla volontà di Anton Dobrn di offrire ascenziati di tutto il mondo un luogo ideale per le loro ricerche. La stazione zoologica a lui intitolata che e oggi un ente pubblico purtroppo non puo essere visitata ma resta per l isola un fiore all occhiello. Ritornando al porto la prima chiesa che il turista trova quando sbarca ad Ischia e quella di Portosalvo costruita nel 1857 e inserita nelle opere di valorizzazione del porto e dell isola volute da Ferdinando II di Borbone. Sulla collinetta che sovrasta il porto tra Ischia e Casamicciola sorge la cappella di Sant Alessandro nel piccolo borgo medievale mentre all imbocco dell porto si notano i ruderi della chiesa di san Pietro ormai abbandonata. Proseguendo lungo via Roma si arriva alla chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie comunemente identificata come chiesa di San Pietro aperta al culto nel 1781 sul cui sagrato fu giustiziato nel 1799 Pasquale Battistessa all intero troviamo delle tele di Carlo Borrelli Ponticelli. Di qui inizia corso Vittoria Colonna strada per eccellenza dello shopping isolano proseguendo lungo il corso la seconda chiesa che incontriamo e quella comunemente chiamata di San Girolamo.

Scritta da Ischia il 2008-05-24 14:10:31

Da Cleopatra a Minghella ad Ischia

Ischia e il cinema un grande amore nato nel 1936 quando iniziarono le riprese del Corsaro nero che prosegue che prosegua con Campane a martello con Gian Lollobrigida e il corsaro dell isola verde nel 1952 con Burt Lancaster. La scoperta di Ischia e il lancio promozionale in tutto il mondo e in pratica un miracolo del grande schermo con le sue riprese di Cleopatra nel 1962 e l amore per Ischia di un grande produttore italiano Angelo Rizzoli che qui ambienti vari film con Vittoria De Sica Walter Chiari Catherine Spaak Peter Sellers Jack Lemmon. Anche Anna Magnani gira a Ischia Ponte Suor Letizia. Ultimamente Antony Minghella con il talento di Mister Ripley e Leonardo Pieraccioni con Paradiso All Improvviso non hanno saputo resistere al fascino di un isola che si trasforma in set ideale per ogni trama. Ischia Ponte set cinematografico di grandi film Ischia Ponte e stato il set preferito dei grandi film girati ad Ischia: basti ricordare il coloccal della Fox Cleopatra con Liz Taylor e Richard Burton concepito in stato d urgenza girato in isteria e terminato nel panico fra Londra Cinecitta e Ischia. Un film segnato da da imprevisti di tre registri due set la nascita della travolgente passione fra Burton e la Taylor ( che subi una tracheotomia durante le riprese ) le spese incontrollate. Inoltre pochi sanno che ad Ischia Ponte nel 1909 si inaugura il cinema Unione la terza sala cinematografica italiana in assoluto. La scuola cinematografica della Colombaia La Colombaia e sede di una Scuola internazionale di Cinema e Teatro un polo di formazione e specializzazione che fonde in percorsi didattici riconosciuti ai piu alti livelli istituzionali il contributo di attori registi sceneggiatori direttori di fotografia e operatori delle varie branche dello spettacolo e dell arte con la capacita di innovare e sperimentare nuove idee. Punta di diamante e il Master di primo livello in Scienza e Tecniche dello Spettacolo istituito con l Università degli Studi di Parma sotto la presidenza onoraria di dario Foe Bernardo Bertolucci. Numerosi workshop nel corso dell anno sono dedicati a singole specificità della macchia dello spettacolo ( montaggio sceneggiatura scenografia ). Ogni anno si tiene un laboratorio teatrale riservato ai giovani attori.

Scritta da Prenotazioni alberghi e hotel ad Ischia il 2008-05-24 12:15:58
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